Case study UX/UI: corso di formazione su misura per il team Netsurf

"Docente e professionista preparato e coinvolgente; concetti chiari e ben articolati in sessioni di formazione piacevole, dinamica e funzionale"



Contesto: Netsurf, Manù e il problema di partenza
Netsurf sviluppa software gestionale per il manifatturiero e la manutenzione. Tra i loro prodotti c'è Manù, una piattaforma mobile lanciata due anni fa, già adottata da alcune decine di aziende. Un prodotto solido, costruito con competenza tecnica reale, ma cresciuto quasi interamente dalla prospettiva di chi lo sviluppa, non di chi lo usa.
Valerio, il titolare, mi ha contattato con una richiesta precisa: 40 ore di formazione UX/UI per il team interno, centrate su Manù. Non un corso generico, non un catalogo di concetti astratti. Qualcosa di radicato nella loro realtà, applicabile da subito.
Obiettivo del progetto: portare la UX nel team di sviluppo
In superficie sembrava una richiesta formativa. In realtà era qualcosa di più profondo: cambiare il modo in cui un team di sviluppatori guarda il proprio prodotto, non solo come funziona, ma come viene vissuto da chi ci lavora ogni giorno.
Manù è usata in contesti operativi: un operatore in officina, un tecnico sul campo, un manager che monitora i KPI. Tre profili diversi, tre contesti d'uso diversi, spesso su dispositivi diversi. Il team sapeva costruire l'app, ma mancava un linguaggio condiviso per parlare di usabilità, accessibilità, coerenza visiva. E soprattutto, mancava un metodo per trasformare le osservazioni in decisioni di design.
La sfida progettuale era calibrare il percorso: abbastanza strutturato da costruire basi solide, abbastanza concreto da essere utile già il giorno dopo.
Struttura del corso UX/UI su misura
Ho articolato il percorso in due fasi.
La prima, sette lezioni da 4 ore, ha costruito le fondamenta: euristiche di Nielsen, psicologia della percezione visiva, Design Thinking, prototipazione in Figma. Ma la teoria non è mai rimasta in sospeso: ogni lezione si chiudeva con un esercizio applicato direttamente su Manù. Personas, journey map, wireframe, ogni strumento introdotto su un caso reale, non su un esempio inventato.
La seconda fase, tre workshop intensivi, ha portato il team a lavorare in autonomia sulle aree più critiche dell'app: la gestione dei filtri su mobile, i layout per dati complessi (MTBF/MTTR), la homepage personalizzata per ruolo utente. In questa fase il mio ruolo è cambiato: le decisioni le prendeva il team, io offrivo metodo e feedback.
La scelta di usare Manù come unico caso studio dall'inizio è stata la più importante. Non un'app di fantasia, non un'interfaccia generica: il loro prodotto, i loro utenti, i loro problemi. Questa scelta ha ridotto la distanza tra imparare la UX e fare UX, rendendo la formazione trasferibile fin dalle prime ore.
Workshop pratici su Manù: cosa abbiamo migliorato
Moduli 1–2 — Fondamenti e ricerca utente
Siamo partiti dal perché: cosa vuol dire progettare per l'utente, e cosa succede quando non lo si fa. Le euristiche di Nielsen hanno dato al team un vocabolario condiviso. Già dalla prima lezione abbiamo fatto una valutazione euristica di Manù, una prima lettura critica collettiva, utile per allineare lo sguardo di tutti.
Con le personas e le journey map abbiamo messo a fuoco i profili reali dell'app: chi usa Manù, in quale contesto, con quale obiettivo. Domande semplici in teoria, ma che in aula hanno aperto conversazioni interne che a volte non c'erano mai state.
Moduli 3–5 — Figma e Design System
L'introduzione a Figma è stata graduale: wireframe di base, poi prototipazione interattiva, poi la costruzione di un mini design system con componenti riutilizzabili e una style guide. Avere un sistema, anche essenziale, ha dato al team un'esperienza diretta di cosa significa coerenza visiva e perché ha impatto sul prodotto finale.
Moduli 6–7 — Dal prototipo allo sviluppo
La parte conclusiva della prima fase ha connesso design e sviluppo: accessibilità, test di usabilità, hand-off. Il messaggio era chiaro: in un team dove chi progetta e chi sviluppa si sovrappone, la qualità dell'esperienza utente non è responsabilità di nessuno in particolare, o meglio, è responsabilità di tutti.
Workshop 1 — Filtri e interazioni
Il primo workshop ha affrontato uno dei problemi più concreti di Manù su mobile: la gestione dei filtri e la coerenza dei bottoni. Dopo una valutazione euristica collettiva, il team ha ideato e prototipato nuovi pattern, filtri multi-selezione con logica AND/OR, bottoni dimensionati per il touch (≥9×9 mm, WCAG). Deliverable: wireframe Figma, rapporto euristico, linee guida operative.
Workshop 2 — Schermate di dati
Il secondo workshop si è concentrato sulle schermate operative: tabelle, metriche, card, tabs. Come si presentano dati complessi su uno schermo piccolo, in modo leggibile e accessibile? Il team ha lavorato su redesign concreti, con prototipi Figma e specifiche UI pronte per lo sviluppo.
Workshop 3 — Homepage role-based
Il terzo workshop ha chiuso il ciclo: una homepage personalizzata per ruolo, manager vs operatore, con KPI pertinenti e navigazione semplificata. Prototipazione rapida, test interno con scenari simulati, iterazione. Risultato: un prototipo completo e un documento con proposte concrete per il backlog.
Risultati per Netsurf e per il team
Non un singolo artefatto, ma un sistema che Netsurf ha ora a disposizione:
- Un vocabolario condiviso sul design, euristiche, pattern, accessibilità, che prima mancava del tutto
- Un processo dalla ricerca al wireframe al prototipo, replicabile sui progetti futuri
- Un mini design system di Manù in Figma, con componenti base e style guide
- Tre serie di prototipi che affrontano le criticità più urgenti dell'app
- Una metodologia di valutazione interna, euristica, test con utenti, che il team può usare in autonomia
Impatto
Il corso si è chiuso con un NPS di 9. Il feedback del team: "Docente preparato e coinvolgente; concetti chiari, sessioni dinamiche e funzionali."
Valerio, nella comunicazione post-corso, ha confermato la soddisfazione del team e ha segnalato un incontro interno già pianificato, dedicato ad analizzare le proposte emerse durante il percorso. Un segnale concreto: la formazione non si è fermata in aula, ha avviato qualcosa.
L'unica osservazione raccolta, che considero la più preziosa, riguarda l'integrazione di questi nuovi processi nel flusso di lavoro quotidiano. È una preoccupazione normale quando si introducono pratiche nuove in un team già operativo. E per me è anche il segno che il corso ha funzionato: non ha lasciato il team indifferente. Ha generato voglia di fare e la consapevolezza che farlo richiede metodo.
Se ti interessa un percorso formativo su queste tematiche, puoi consultare questa pagina: UX e UI: un percorso formativo integrato tra teoria, pratica e valore di business
Oppure:


